RIAPRE Il Ristorante VICEVERSA al Convento San Giuseppe con nuovi spazi, nuove proposte di menù e incontri speciali.

In questo lungo periodo abbiamo potuto assecondare la nostra predilezione per il recupero.

A pensarci bene tutto il Convento è un recupero, in primis architettonico.

La vecchia cantina del Convento ospitava delle grandi botti di Malvasia e di Nuragus, i due vitigni coltivati nelle vigne che guardavano Terramaini.

Oggi la chiamiamo Sala degli Archi per la presenza degli archi di tufo che la caratterizzano, mentre delle vecchie grandi botti rimane un tavolo fatto del loro legno, e ogni tanto si sente volare il profumo del legno vinoso, ma forse, è solo un’emozione.

Tante cose e memorie da sistemare, per aiutarci a raccontare oggetti riscoperti, guardati con nuovi occhi: cosi sono state riciclate le sedie di legno, le abbiamo tessute con la lana sarda, e ora accompagnano i telai che disegnano lo spazio, con le loro vibrazioni cromatiche; piccoli e grandi oggetti testimoni di una storia, raccontata e raccontata ancora, aggiungendo ogni volta piccoli aneddoti.

Lunghi mesi di fermo ci hanno fatto rovistare nei magazzini, così la parete divisoria della vecchia panetteria è diventata parte dell’arredamento con i suoi cassetti, e le vecchie bisacce contengono non più latte e formaggio ma vini e fiori Il Giardino antistante era un’enorme sala, colpita durante i bombardamenti che Cagliari subì nel 1943 e interessò anche la nostra casa, forse per la vicinanza del vecchio aeroporto militare a Monserrato.

Di quello spazio rimasero in piedi solo le mura perimetrali e così l’abbiamo conservato, per ricavarne un giardino, attento testimone di mille feste e eleganti celebrazioni di matrimoni.
Sempre legati ai ricordi i nostri spazi, all’infanzia e al nonno, e alla buona cucina delle donne di casa.

I cassettini sono un po’ la nostra passione a ricordare altri cassetti, pieni di carta vergata di bella calligrafia con ricette semplici, che richiamano alla mente un’esperienza emozionante, e si comprende subito perché siamo ancora qui a occuparci di cucina e ospitalità.

Sono certa che vi innamorerete anche voi: vi aspettiamo nel nostro Ristorante di sempre e nel nuovo spazio interamente all’aperto tra la piccola vigna e l’orto, in mezzo alle rose e ai pomodori, perché si racconta con le parole, con i gesti, con gli oggetti ma noi raccontiamo soprattutto con il sapore delle emozioni.

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